università e teatro in gioco®


Teatro in Gioco® è anche ricerca. Teatro e pedagogia. Educare alla bellezza e alla creatività. Linguaggio teatrale come spazio per una didattica inclusiva. Su questi temi continuo a fare ricerca costantemente, muovendomi di continuo fra teoria e pratica, fra studio e sperimentazione diretta, creando nuovi percorsi progettuali e prassi. Sono diversi anni ormai che studenti universitari e tirocinanti si avvicinano al nostro metodo e seguono le nostre continue ricerche nel campo della pedagogia teatrale per bambini in età prescolare e scolare. Il Metodo Helga Dentale Teatro in Gioco® è così "finito" con nostro orgoglio e piacere in diverse tesi di laurea.

Pubblico alcuni di questi lavori che riguardano il nostro metodo, in accordo con le autrici delle tesi di laurea.


"Teatro in Gioco. Metodo e spunti pedagogici", Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Udine, Prof. Paolone, anno 2018. Tesi di Petra Luna Carli.

"Lo psicodramma come strumento osservativo e psicopedagogico", Facoltà di Scienze della Formazione, Università del Salento, Prof. Godino, anno 2017. Tesi di Maria Angela Montinari.




Tesi di Adriana Coletta, "Pane e Fantasia. La fiaba come legame fra il gioco-teatro e la teatroterapia", Master in Teatroterapia , maggio 2016. Nella tesi Adriana Coletta segue un filo sottile per intrecciare le ricerche della teatroterapia con le ricerche del Metodo Teatro in Gioco®, trovando punti di contatto in concetti chiave come quelli di "cura", "relazione", "ascolto attivo". Trovando tutto questo nell'elemento magico, terapeutico e teatrale della fiaba. Tratto dalla sua tesi: 
L'infanzia è la destinataria della fiaba e la teatro terapia può entrare nella scuola dell'infanzia o in ambiti educativi/formativi, proprio come il giocoteatro.
Ma vi chiederete a questo punto, dal punto di vista della pratica, ovvero come strumento di lavoro all'interno di una seduta, come può la fiaba entrare in contatto con la teatroterapia?
Perdendo la pagina e la storia! Abbandonando la tradizione e facendosi teatrale, animata,interattiva! Traducendosi in voce, corpo ed emozione. Incontrando Helga Dentale, il suo Metodo Teatro in Gioco®, le sue fiabe grafiche, sonore, danzate, tattili.
“ […] - Praticamente proviamo a creare un contenitore fantastico in cui inserire le attività teatrali vere e proprie … Invece di dire ai bambini <> noi colleghiamo quel gioco ad un contesto narrativo
- Di fatto stiamo immaginando una sorta di filo conduttore
- Si, una narrazione proprio. È come se ogni volta raccontassimo una storia ai bambini e loro diventassero i protagonisti di quella storia
- Un incontro meno spiegato da noi e più raccontato e vissuto direttamente insieme ai bambini [...]”
[Helga Dentale, Lo Spazio Teatro Gioco, Collana Quaderni Didattici Teatro in Gioco®, Tricase 2015]
Nell'Adesso c'è Helga Dentale ha un ruolo fondamentale. Senza saperlo è divenuta per me il filo conduttore per passare da adesso c'è a poi ci sarà.
Mi sono avvicinata ad Helga Dentale casualmente. La pedagogia e l'educazione teatrale mi hanno sempre affascinata per ovvie ragioni e quando, tre anni fa, dovevo scegliere il proseguo dei miei studi avevo anche pensato di trasferirmi in una città europea, dove queste materie trovano molto più spazio. Poi ho scelto la teatroterapia, senza pentirmene, ma ho continuato a inseguire l'idea di poter sapere di più sul legame fra teatro e infanzia. Fra educazione e teatro. Fra pedagogia e teatro.
Ho incontrato Helga Dentale casualmente e con curiosità mi sono affacciata ai suoi seminari tenuti nella vicina, per me, Bari. 

Ho acquistato i suoi quattro manuali e li ho letti tutti d'un fiato.“Io racconto.. Tu ascolti... Insieme Giochiamo", “Ancora Racconto”, “Il Corpo Narratore di Storie”, “Lo Spazio Teatro Gioco” sono il racconto della sua vita professionale prima di essere strumenti preziosi di formazione.
Helga Dentale è attrice, insegnante di teatro, formatrice e autrice di fiabe interattive; da anni si occupa di narrazione per adulti e bambini assieme al suo compagno Fabio Filippi; le fiabe, infatti, sono diventate parte integrante del suo lavoro, mezzo di lavoro con i piccoli nei suoi laboratori e per i piccoli nei suoi spettacoli per bambini, andando a definire un vero e proprio metodo di lavoro firmato Teatro in Gioco®, un metodo di pedagogia teatrale creato a misura di bambino e non modellato sulle aspettative dell'adulto.
Quando ho incontrato Helga Dentale nei due seminari, “Fare Teatro con i Bambini” e “Lo Spazio Teatrogioco”, sono subito rimasta affascinata dalla semplicità; si parlava del teatro che mi piace, quello fatto essenzialmente per i bambini, per il loro essere e non per il loro apparire. (...)
Quando ho ascoltato Helga Dentale, una delle prime cose dette nella presentazione del suo metodo era proprio questa: voce, corpo ed emozioni. Questi sono gli strumenti essenziali dell'attore. Questi devono essere gli strumenti essenziali del gioco del teatro per i bambini. Quelle tre parole, scritte colorate e animate su dei cartoncini, hanno cominciato a dare una nuova strada al mio lavoro e hanno trovato subito il legame con la teatroterapia. In ogni seduta da progettare, in ogni esercizio da presentare, quelle tre paroline tornavano forti.(...)
Cosa può legare una seduta di teatroterapia al Metodo Teatro in Gioco®?
Dov'è il legame? Mi chiedevo. Può esserci? Può esistere senza forzature?
Il racconto. Se seduti in cerchio i membri di un gruppo di teatroterapia raccontano di sé, della loro vita, delle loro paure; se attraverso gli esercizi del pre-espressivo prima e attraverso la forma dell'espressivo poi, passando per la verbalizzazione del post-espressivo, i membri dello stesso gruppo “mettono in scena” i loro racconti attraverso il corpo, la voce, i sentimenti, i disegni, la pittura, la scrittura, come fa un bambino, che tutti questi strumenti non ha, a“raccontare” di sé?
Ecco che torna la fiaba! Una fiaba però che va vissuta, che deve passare attraverso quei tre canali di espressione. Che deve farsi voce, corpo e sentimento. Ecco che torna Helga Dentale.
Ecco che torna il Metodo Teatro in Gioco®.

"Siamo fatti di storie" 
“Siamo fatti di storie. Le conteniamo. Una dentro l'altra.
Storie accoccolate in un angolo del nostro corpo, appoggiate su un respiro, storie fluide che fluttuano
come acqua, o le storie di pietra che si solidificano e diventano parte delle nostre ossa.
Noi siamo fatti di storie. E finché avremo voglia di raccontarle .. di voce in voce .. queste storie non si
perderanno mai, una dentro l'altra, verranno raccontate ancora, e ancora. E ci renderanno immortali.”
[Helga Dentale, Ancora Racconto... fiabe interattive per bambini, Youcanprint, Tricase 2013]

Siamo fatti di storie scrive Helga Dentale nel libro “Ancora racconto...”, citando l'incipit di una performance teatrale da essa stessa scritta, ovvero “L'odore del pane”.
E quale miglior modo per definire il legame che mancava? Quale miglior filo del suo concetto di narrazione visto come globalità di linguaggi?
Helga Dentale parla nei suoi libri di fiabe, parla di racconti, scrive fiabe per bambini. Ricorda che tutto comincia con un C'era una volta, ieri come oggi. Ricorda il “Grande Saggio” che seduto intorno al fuoco, in cerchio con gli altri, racconta storie. Quel cerchio che nel suo metodo diventa il cerchio delle storie, il cerchio magico. Ricorda l'importanza della narrazione, la valenza terapeutica della fiaba,; ricorda il concetto del tempo e la volontà di trovarlo, di ritagliarselo quel tempo; ricorda il contatto insostituibile fra chi legge e chi ascolta, fra chi dona in segno di amore la fiaba e chi la riceve.

La fiaba è il luogo in cui la realtà si mescola alla fantasia; è il luogo privilegiato dell'immaginazione, nel quale possiamo creare personaggi, inventare luoghi,vivere avventure.
Per tutti c'è una fiaba, per tutti c'è una storia e l'uso del racconto nella teatroterapia ce lo testimonia.
Pensando però all'infanzia è bene definire la struttura di una fiaba, soprattutto là dove questa deve essere filo conduttore di un incontro con i piccoli. Pensando proprio a come rendere più fruibile e divertente un incontro, pensando alla valenza pedagogica che l'incontro deve avere sul piccolo, Helga Dentale scrive le sue fiabe interattive. Parliamo dei piccolissimi, dai 3 ai 6
anni, o dei neonati del nido e parliamo di fiabe nelle quali i tempi della narrazione e della rappresentazione coincidono.
Una fiaba interattiva, infatti, ci permette di coinvolgere il bambino nel gioco teatrale senza forzarlo, nel rispetto dei suoi tempi e dei suoi desideri, e ci permette di affrontare col gioco tematiche diverse, diventando uno strumento pedagogico davvero prezioso per lavorare sulla globalità dei linguaggi.
Helga Dentale utilizza tali fiabe come strumento didattico ed espressivo all'interno del percorso di laboratorio teatrale per bambini, soprattutto fra i 3 e i 6 anni; in questa fascia di età i bambini esplorano se stessi e il mondo, infatti, proprio attraverso il gioco e la percezione e le fiabe interattive permettono al piccolo, guidato dal conduttore, di acquisire nuove
competenze vocali, corporee e linguistiche, attraverso la fantasia e la sperimentazione, fornendogli anche un'alfabetizzazione emotiva che permette il riconoscimento e la scoperta delle emozioni.
Le fiabe interattive, infatti, sono sempre tematiche: ogni fiaba ha dei precisi obiettivi didattici sui quali lavorare, racchiudendo in sé un preciso percorso pedagogico.


Tesi di Ilaria Di Tucci "Quando la danza incontra la fiaba: il corpo e la narrazione nel Metodo Teatro in Gioco®", Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di laurea in Scienze Pedagogiche, Università Roma Tre, marzo 2016. Questa tesi ha l'obiettivo di esplorare la danza come linguaggio espressivo e di trovare nel corpo un canale di comunicazione importante per il bambino, per l'esplorazione del sé corporeo e per esternare le emozioni. Nella tesi viene messo in luce il Metodo Teatro in Gioco® e, in particolar modo, la fiaba interattiva corporea come strumento educativo e creativo per permettere al bambino del nido e della scuola dell'infanzia di contattare il proprio corpo come narratore di storie, capace di raccontare e rappresentare immagini, contenuti simbolici.
Tratto dalla tesi di Ilaria Di Tucci: "Il mio tirocinio universitario si è concentrato, però, su un determinato tipo di intervento: ho avuto la fortuna di seguire i vari incontri che compongono i laboratori teatrali “Teatro in Gioco®”, composti, per dirlo in lingua montessoriana, “a misura di bambino” e destinati ad alunni delle scuole dell’infanzia e primarie (tuttavia la mia attenzione particolare si è rivolta alla prima tipologia). I laboratori sono il frutto di un lavoro quindicinale e sono stati definiti seguendo il metodo di pedagogia teatrale della dott.ssa Helga Dentale, attrice, insegnante di teatro e autrice di fiabe (alcune delle quali saranno analizzate nel corso del lavoro qui presente); la quale, in qualità di tutor del mio tirocinio, ha seguito personalmente la mia esperienza. La bravura degli operatori, gli occhi persi e felici dei bambini durante gli incontri mi hanno non solo convinta della validità del metodo ma, soprattutto, mi hanno appassionato ad esso, tanto da spingermi a continuare il mio percorso anche dopo la fine del tirocinio. (...) Fare teatro con i bambini: il metodo Helga Dentale Teatro in Gioco®:  Prima di addentrarmi nel discorso riguardante la mia personale esperienza e le osservazioni da essa derivate, credo sia lecito e d’obbligo fornire delle informazioni il più accurate possibili riguardo al metodo Helga Dentale Teatro in Gioco®; sebbene sia difficile un tentativo di schematizzazione di una metodologia così sviluppata e di così ampio respiro. La stesura del seguente capitolo è frutto di un’opera congiunta in cui confluiscono osservazioni dirette da me condotte in classe, lettura e studio delle pubblicazioni riguardanti il metodo in questione e le riflessioni scaturite dai colloqui effettuati con la sua ideatrice. La prima caratteristica che bisogna tenere in considerazione è l’attenzione, nella sua formulazione, alle particolari necessità presenti nel bambino. Pertanto se con il suo nome si indica un insieme di attività dirette a bambini dai 0 ai 12 anni va specificato che, per ogni fascia d’età, tali attività variano e sono cucite su quelle che sono le caratteristiche specifiche di essi. Nel presente lavoro (così come durante il mio percorso di tirocinio) ho scelto di concentrarmi principalmente sugli incontri che comprendono il laboratorio destinato a bambini frequentanti asilo nido e scuole dell’infanzia e su determinate attività in esso comprese.
Convinta che non ci sia spiegazione migliore di colei che ha dato alla luce il progetto, cito testualmente le sue parole, riportatemi durante un nostro colloquio: “Credo che ogni storia narrata, ascoltata, disegnata, cantata, interpretata sia un ponte fra "noi" e "l'esterno": un ponte che connette il nostro mondo interiore, emotivo e soggettivo che è sede anche del fantastico e dell'immaginario, e lo spazio fuori da noi, il piano della realtà e delle relazioni con gli altri”. Con queste parole Helga Dentale ha esposto l’assunto di partenza del suo lavoro: il fulcro, l’origine di esso si trova nella grande importanza attribuita alla fruizione e alla capacità di narrazione come legame tra ciò che ci circonda e i nostri aspetti più profondi. Il tutto parte dal desiderio di esplorare il complesso mondo interiore dei bambini, che troppo spesso, a scuola, si ritrovano limitati nei banchi senza avere la possibilità di esprimere davvero ciò che hanno dentro e nella maniera che a loro sarebbe più congeniale. Ecco perché nel laboratorio si incontrano più arti contemporaneamente, dalla danza al disegno, dal teatro alla narrazione. Attorno a questo concetto di base ruotano e sono impostate tutte le molteplici attività di cui il suo laboratorio si compone."

Tesi di Giuditta Pagano "Storia e prospettive dell'animazione teatrale in Italia. Il metodo pedagogico di Helga Dentale", Cattedra di Storia della Pedagogia Teatrale, Università La Sapienza, Roma, dicembre 2015. Questa tesi ha l'obiettivo di presentare il rapporto tra il mondo del teatro e l'universo scuola/infanzia, mettendo in luce la valenza pedagogica del "fare teatro con i bambini". Giuditta, che ho conosciuto casualmente nelle Giornate In-Formazione Teatro in Gioco di giugno ha poi frequentato il Corso Nazionale per operatori teatrali per bambini, e a mia insaputa, già stava preparando la sua tesi di laurea incentrata sul Metodo Teatro in Gioco e su di me. Nella prima parte viene analizzato il movimento culturale dell'animazione teatrale che si sviluppa in Italia alla fine degli anni '60, nella seconda parte Giuditta analizza il Metodo Teatro in Gioco: la valenza educativa del teatro, l'importanza del linguaggio corporeo, la fiaba interattiva come strumento di drammatizzazione strutturato a misura di bambino, e molti altri aspetti concettuali e strutturali che caratterizzano le mie ricerche.

Dalla tesi di Rosita Zaiti, "Il Teatro Mamma", Scienze della Formazione, Università di Firenze, luglio 2015. Nella sua tesi Rosita dedica molto spazio al Metodo Teatro in Gioco, alle ricerche da me effettuate sul rapporto narratore-bambino, e illustra dettagliatamente  un interessante lavoro di ricerca: l'esperienza narrativa diretta che riguarda tre coppie di mamme e bambini partendo dal racconto interattivo della mia fiaba "Caterina e Giacomone". Cosa accade fra loro? Fiaba, narrazione, ascolto condiviso e partecipazione attiva creano immediatamente uno scambio espressivo ed affettivo fra la mamma e il bambino coinvolti nel processo narrativo. Per leggere parte della tesi "Il Teatro Mamma": Ecco il link
 
Intervista relativa al fare teatro con i bambini, alla valenza del linguaggio teatrale come strumento pedagogico, al Metodo Teatro in Gioco, per la tesi di laurea di Carlotta Targa, Università Ca' Foscari di Venezia,2014.   Ecco il link